Attrazioni  

 

 

 

​L’ Altare della Patria fu costruito a seguito di una decisione del Parlamento Italiano, di dedicare un monumento nazionale, all’ appena scomparso sovrano Vittorio Emanuele II (1878). Dopo aver bandito due concorsi internazionali (1880 e 1882), fu scelto il progetto presentato da Giuseppe Sacconi. Il giovane architetto marchigiano, sul modello dei grandi santuari dell’età classica, aveva concepito lo spazio come una rappresentazione scenica che celebrasse, al centro della Roma imperiale, il Risorgimento italiano. La struttura architettonica del monumento fu elaborata come un percorso ascendente ideale che attraverso le scalinate e i terrazzamenti, arricchiti dai diversi gruppi scultorei e dai bassorilievi del centrale Altare della Patria, si innalzasse ai Templi laterali e da questi al grandioso Portico colonnato sormontato dalle quadrighe in bronzo, allegorie dell’Unità della Patria e della Libertà. Pur se iniziati nel 1885, i lavori procedettero lenti e il progetto fu continuamente modificato. Lo stesso materiale col quale doveva essere costruito, il travertino, fu sostituito col bianchissimo botticino bresciano. Tra il 1885 ed il 1910, tutta l’area alle pendici del Campidoglio fu interessata dal nuovo assetto urbanistico che vide la demolizione dei preesistenti quartieri medievali e rinascimentali.  Nel 1921 nella cripta progettata da Armando Brasini, fu tumulata la salma del Milite Ignoto.

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·         VITTORIANO - ALTARE DELLA PATRIA

COLOSSEO

Chiamato dagli antichi Romani, "Anphitheatrum Flavlum" (Anfiteatro Flavio), il Colosseo è il più famoso e imponente monumento della Roma Antica, nonché il più grande anfiteatro del mondo.  Il nome è sicuramente legato alle grandi dimensioni dell'edificio ma deriva, soprattutto, dal fatto che nelle vicinanze era presente una statua colossale di Nerone in bronzo. Nel 1990, il Colosseo, insieme a tutto il Centro storico di Roma, le Zone extraterritoriali del Vaticano in Italia e la Basilica di San Paolo fuori le mura, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO, mentre nel luglio del 2007 è stato inserito fra le Nuove sette meraviglie del mondo. Il Colosseo è aperto al pubblico praticamente tutti i giorni, tranne il 25 dicembre e il 1 gennaio, con un orario che va dalle 9 di mattina al pomeriggio-sera (le 17 d'inverno, le 19:30 d'estate). A volte, sono aperti anche ai visitatori il terzo anello e i sotterranei mentre d'estate, in alcuni giorni della settimana, è possibile visitare l'Anfiteatro Flavio anche in notturna.

Il biglietto d'ingresso è valido per 2 giorni e permette l'ingresso anche al Foro Romano e al Palatino.

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In nessun altro luogo al mondo, come nella fontana di Trevi, si celebra il meraviglioso e mutevole mondo dell’acqua. Questa straordinaria opera d’arte è molto più di una scultura: è il trionfo dell’estetica barocca che si incarna nelle forme naturali e nel bestiario fantastico e vede nel movimento l’anima del mondo.

La fontana di Trevi ci appare come una meraviglia, un gioiello d’acqua e pietra. La sua presenza, in realtà, si avverte già percorrendo i vicoli vicini: è l’acqua che, con un fragore intenso e crescente, esplode poi all’improvviso nella piazza, dove si presenta in uno spettacolo mozzafiato. Improvvisamente lo spazio quasi si dilata, di fronte alla rappresentazione di questo fenomeno della natura, una sorgente impetuosa che sembra sgorgare direttamente dal terreno.

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FONTANA DI TREVI

IL PANTHEON

Michelangelo definì “… opera di Angeli non di uomini …” Il nome deriva dalle parole greche pan (tutto) e theon (divino), ed in origine infatti il Pantheon era un piccolo tempio dedicato a tutte le divinità romane.

Eretto tra il 27 e il 25 a.C. dal console Agrippa, prefetto dell'imperatore Augusto, il Pantheon è stato oggetto di molte ristrutturazioni. Dopo aver subito ben due incendi, nell'80 e nel 110 d.C., il tempio venne ricostruito nella forma in cui potete ammirarlo oggi dall'imperatore Adriano (128 d.C.) sotto il cui regno l'impero di Roma raggiunse il culmine del suo splendore.

Nonostante l'attuale edificio fosse molto diverso dal tempio originario, Adriano volle omaggiare il console Agrippa con la grande iscrizione latina che potete leggere sulla facciata:

Sono molte le storie e le leggende che circolano intorno al Pantheon. Prima tra tutte quella legata al luogo stesso in cui si trova. Si dice infatti che proprio qui Romolo, il leggendario fondatore di Roma, alla sua morte fu afferrato da un'aquila e portato in cielo fra gli dei.

Oppure che Cibele, antica divinità greca venerata come Grande Madre, apparve in sogno ad Agrippa per richiedere la costruzione del tempio.

Oppure ancora che l'oculus, il foro che si trova al centro della cupola, sarebbe stato creato dal Diavolo in fuga dal tempio di Dio.

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L’imponenza della facciata seicentesca di Carlo Maderno rende l’idea delle mastodontiche dimensioni della Basilica di San Pietro, ancora oggi una delle chiese più grandi al mondo.
La primitiva Basilica di San Pietro, un edificio di dimensioni paragonabili all’attuale, fu eretta intorno al 320 dall’imperatore Costantino nel luogo dove, secondo la tradizione, era stato sepolto l’apostolo Pietro. Nel corso dei secoli e sotto svariati pontificati ebbe inizio quel lungo processo che, in circa duecento anni e con il concorso di moltissimi artisti (Bramante, Michelangelo, Bernini), avrebbe portato al completo rifacimento della primitiva basilica costantiniana. La cupola ideata da Michelangelo sorprende per dimensioni e armonia, caratteristiche che si apprezzano nell’impegnativa ma gratificante salita che permette di ammirarne da vicino sia l’interno che l’esterno. Tra i tanti capolavori, assolutamente da non perdere la Pietà di Michelangelo, l’opera che stupisce da secoli per tecnica ed emotività. Uno splendido colonnato di 284 colonne di ordine dorico e ottantotto pilastri in travertino di Tivoli circonda la Basilica di San Pietro, come volesse accogliere in un simbolico abbraccio i fedeli in visita. La splendida architettura del colonnato fu commissionata da Papa Alessandro VII Chigi a Bernini, il quale dispose radialmente le quattro file di 284 colonne, di cui aumentò gradualmente il diametro, riuscendo così a mantenere invariate le relazioni proporzionali tra gli spazi e le colonne anche nelle file esterne. Grazie a questo accorgimento, lo spettatore raggiungendo i dischi di porfido ai lati dell’obelisco vede il colonnato come composto da un’unica fila di colonne.

BASILICA DI SAN PIETRO